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APPROFONDIMENTI

Orticole, la gestione dei nematodi in quattro S

I nematodi sono parassiti che possono causare seri danni alle colture orticole. Difendere le piante in modo efficace e sostenibile è possibile, basta affidarsi a quattro S

In breve
Solarizzazione del terreno, Sostanze attive efficaci e sostenibili, Sementi e portinnesti resistenti e Strumenti digitali a supporto delle decisioni. Ecco le quattro S che rendono efficace la difesa delle colture orticole dai nematodi.

Il problema

I nematodi rappresentano una minaccia seria per le produzioni orticole e in alcuni areali questi 'vermi del terreno' sono un vero e proprio tormento. Penetrando nelle radici delle piante i nematodi causano la formazione di galle e alterazioni alla fisiologia della pianta fino alla completa distruzione della coltura. Inoltre, possono essere vettori di virosi e aprire la strada a batteri e funghi patogeni.

Se in passato la fumigazione attraverso l'uso di sostanze come il bromuro di metile era considerata la via obbligata per la difesa delle colture, oggi le restrizioni all'uso di sostanze fumiganti porta a cercare nuove soluzioni. Una gestione integrata dei nematodi, efficace e sostenibile, è possibile e si basa su quattro S: Solarizzazione del terreno, Sostanze attive efficaci e sostenibili, Sementi e portinnesti resistenti e Strumenti digitali a supporto alle decisioni.

1. Solarizzazione del terreno

La solarizzazione del terreno è una pratica nota da tempo che consiste nel disinfestare il suolo sfruttando le radiazioni solari. Nei mesi più caldi dell'anno si copre il campo con un telo di plastica trasparente il quale permette ai raggi solari di irraggiare il terreno e al contempo impedisce al calore di disperdersi. Se correttamente eseguita la solarizzazione consente di controllare efficacemente batteri, funghi e nematodi presenti negli strati superficiali del suolo.

2. Sostanze attive efficaci e sostenibili

Grazie alla ricerca di Bayer Crop Science, oggi, gli orticoltori, possono fare affidamento su due preziosi alleati: Velum Prime e Bioact Prime DC.

Velum Prime è un nematocida a base di fluopyram che offre un controllo contemporaneo di nematodi (galligeni e cisticoli) e oidio. Distribuito attraverso il sistema di irrigazione, Velum Prime inizia ad avere effetto 30 minuti dopo il contatto e in 2-3 ore devitalizza i nematodi, bloccando la respirazione mitocondriale delle cellule.

Velum Prime ha dosi di impiego molto ridotte (meno di un litro ad ettaro) e si distribuisce lentamente nella fascia di terreno esplorata dalle radici. Assorbito dalla pianta, il prodotto viene rapidamente traslocato nel resto dei tessuti dove controlla i nematodi insediati nelle radici e svolge anche una azione antioidica per una durata di 30-60 giorni, in funzione della gravità degli attacchi.

A differenza di altre sostanze attive sul mercato, fluopyram ha un profilo ambientale favorevole. Se utilizzato secondo le modalità riportate in etichetta non danneggia uccelli, mammiferi e insetti pronubi. Inoltre non altera l'equilibrio del terreno ed è selettivo su lombrichi e altri organismi del suolo.

Velum Prime è un prodotto estremamente flessibile che può essere impiegato sia in serra che in pieno campo. Nel caso di infestazioni elevate e/o di cicli lunghi in serra si consigliano due applicazioni (0,625 L/ha): una al trapianto e una 15-30 giorni dopo.

Nel caso invece di infestazioni medie e/o di cicli corti ci si può limitare all'applicazione post-trapianto. La strategia di difesa si completa con l'utilizzo di Bioact Prime DC, un nematocida di origine naturale a base del fungo Paecilomyces lilacinus, in grado di devitalizzare le uova dei nematodi presenti nel terreno. Il suo impiego viene suggerito in pre-trapianto (0,75 L/ha) e in applicazioni ripetute 3-4 volte nella fase di sviluppo vegetativo e fino alla raccolta, poiché non lascia alcun residuo.

Bioact Prime DC è un nematocida in formulazione liquida al cui interno sono contenute le spore di Paecilomyces lilacinus, ceppo 251, un fungo che una volta nel terreno germina e attacca le uova e le altre forme statiche dei nematodi, devitalizzandoli. Grazie alla sua azione è dunque in grado di abbattere la popolazione nel terreno prima del trapianto e di mantenerla bassa nelle ultime fasi del ciclo colturale.

Interessante è anche l'effetto fisiologico di Bioact Prime DC. Esso infatti stimola la produzione di sostanze che promuovono l'attività di sviluppo della pianta, quali ad esempio l'acido indolacetico, le citochinine e altre sostanze.

Anche Bioact Prime DC ha un profilo estremamente favorevole per l'ambiente e l'operatore. Non ha tempi di carenza, è facile da utilizzare, è registrato su molteplici colture ed è adatto alle più restrittive esigenze della filiera.

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Sementi e portinnesti resistenti

Per rendere meno impattante sulle produzioni la presenza dei nematodi è buona norma scegliere varietà e portinnesti che abbiano una buona resistenza. Seminis offre una gamma completa di portinnesti e varietà resistenti ai nematodi, adatte ai differenti areali di coltivazione per garantire all'orticoltore le massime rese e la migliore qualità di raccolto. 

Strumenti digitali a supporto alle decisioni

I nematodi sono caratterizzati da un ciclo biologico ben definito che è influenzato dalle condizioni ambientali. I nematodi galligeni del genere Meloidogyne ad esempio prediligono temperature del terreno di 25-30° C ed una umidità sostenuta; in queste condizioni completano un ciclo in soli 25-30 giorni.

Conoscendo il tipo di terreno, la specie presente nel suolo, il tipo di coltura e l'andamento stagionale, è dunque possibile prevedere l'evoluzione del nematode, intervenendo in maniera tempestiva e solo quando necessario. Per questo Bayer sta sviluppando un SSD, un Sistema di Supporto alle Decisioni, in grado di affiancare l'agricoltore. Una piattaforma digitale che sulla base di dati raccolti in campo e modelli predittivi è in grado di suggerire all'operatore il momento ottimale di intervento.

Titolo Orticole, la gestione dei nematodi in quattro S
Categoria Approfondimenti
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